Chi deve avere il DVR
Ogni datore di lavoro che ha almeno un lavoratore. La valutazione di tutti i rischi e la redazione del documento sono obblighi che il datore di lavoro non può delegare (art. 17). Per la legge è «lavoratore» chiunque svolga un'attività nell'organizzazione del datore di lavoro, con o senza retribuzione: anche soci lavoratori, tirocinanti e apprendisti (art. 2).
Chi lavora da solo, senza lavoratori, non è tenuto al DVR: lavoratori autonomi e componenti dell'impresa familiare hanno gli obblighi dell'art. 21.
Il datore di lavoro elabora il DVR insieme al RSPP e al medico competente, dove previsto, dopo aver consultato il RLS (art. 29, commi 1 e 2).
Impresa appena costituita: 90 giorni
Chi avvia una nuova impresa deve fare subito la valutazione dei rischi ed elaborare il documento entro 90 giorni dall'inizio dell'attività (art. 28, comma 3-bis). Nei 90 giorni la valutazione deve comunque esistere e le misure vanno applicate: il termine riguarda la stesura del documento.
Fino a 10 lavoratori: le procedure standardizzate
Le imprese che occupano fino a 10 lavoratori fanno la valutazione seguendo le procedure standardizzate (art. 29, comma 5), approvate con il Decreto interministeriale 30 novembre 2012. Le imprese fino a 50 lavoratori possono usarle (comma 6), salvo le esclusioni previste per le attività a rischio più alto.
L'autocertificazione della valutazione dei rischi non è più ammessa dal 2013: serve un documento vero. Le procedure standardizzate semplificano la forma, non tolgono l'obbligo di valutare tutti i rischi presenti.
Quando va aggiornato: i quattro casi dell'art. 29
Il DVR va rielaborato (art. 29, comma 3):
- quando cambiano in modo significativo, per la salute e la sicurezza, il processo produttivo o l'organizzazione del lavoro;
- quando lo richiede l'evoluzione della tecnica, della prevenzione o della protezione;
- dopo infortuni significativi;
- quando i risultati della sorveglianza sanitaria ne mostrano la necessità.
In questi casi il documento va rielaborato entro 30 giorni dall'evento. Nel frattempo il datore di lavoro deve comunque dare evidenza immediata, con documentazione idonea, dell'aggiornamento delle misure di prevenzione e informare subito il RLS.
Esempi concreti per una piccola impresa
| Cosa è successo | Va aggiornato il DVR? |
|---|---|
| Acquisto di una nuova macchina o attrezzatura | Sì, se introduce rischi nuovi o cambia l'esposizione (rumore, vibrazioni, parti in movimento). |
| Nuova sede, nuovo magazzino o trasloco | Sì: cambiano luoghi di lavoro, vie di fuga, rischio incendio. |
| Nuova mansione o nuova lavorazione | Sì. |
| Assunzione in una mansione già valutata | Di norma no: si aggiornano elenco del personale, formazione e sorveglianza sanitaria. |
| Nuovo prodotto chimico | Sì, va aggiornata la valutazione del rischio chimico. |
| Infortunio significativo o quasi infortunio grave | Sì, a partire dall'analisi di ciò che è accaduto. |
| Il medico competente segnala un problema ricorrente | Sì. |
| Cambio di RSPP, medico competente o RLS | Vanno aggiornati i nominativi e le firme. |
Le valutazioni specifiche che hanno una scadenza
Il DVR nel suo insieme non scade, ma alcune valutazioni che ne fanno parte hanno una periodicità fissata dalla legge.
| Rischio | Periodicità | Riferimento |
|---|---|---|
| Agenti fisici: rumore, vibrazioni, campi elettromagnetici, radiazioni ottiche artificiali | Almeno ogni 4 anni | Art. 181, comma 2 |
| Agenti cancerogeni e mutageni | Almeno ogni 3 anni | Art. 236, comma 5 |
| Agenti biologici | Almeno ogni 3 anni | Art. 271, comma 3 |
| Agenti chimici | Periodicamente e a ogni mutamento notevole | Art. 223, comma 7 |
| Stress lavoro-correlato | Nessun termine di legge: le indicazioni INAIL suggeriscono di ripeterla periodicamente, in genere ogni due o tre anni | Art. 28, comma 1-bis |
In tutti i casi la valutazione va rifatta prima, se cambiano le condizioni di lavoro.
Data certa e firme
Il DVR deve avere data certa, oppure una data attestata dalla firma del datore di lavoro e, ai soli fini della prova della data, da quelle di RSPP, RLS (o RLST) e medico competente, dove nominato (art. 28, comma 2). Può essere tenuto su supporto informatico e va custodito presso l'unità produttiva a cui si riferisce (art. 29, comma 4).
A ogni rielaborazione servono una nuova data e nuove firme: conviene tenere un registro delle revisioni con data e motivo.
Un controllo una volta l'anno
Non è un obbligo di legge, ma è la prassi più semplice per non farsi trovare con un documento vecchio. Una volta l'anno chiediti:
- Sono cambiate sedi, macchine, sostanze o lavorazioni?
- Le mansioni descritte sono quelle che le persone svolgono davvero?
- Ci sono stati infortuni, quasi infortuni o segnalazioni del medico competente?
- Qualche valutazione specifica sta per superare la sua periodicità?
- Le misure del piano di miglioramento sono state attuate?
- I nominativi delle figure della sicurezza e degli addetti alle emergenze sono aggiornati?
Redigere e aggiornare il DVR con CellaPOS
Il software DVR di CellaPOS costruisce il documento dai dati reali dell'azienda in 14 aree, con 10 calcolatori per i rischi specifici, e lo esporta in PDF e in Word modificabile. Quando qualcosa cambia si aggiorna la parte interessata, senza riscrivere tutto. Lo scadenziario collegato avvisa prima che scadano formazione e visite mediche.
Domande frequenti
Il DVR ha una scadenza?
No, il documento nel suo insieme non scade. Va però rielaborato nei quattro casi previsti dall’art. 29 del D.Lgs. 81/08, e alcune valutazioni specifiche hanno una periodicità: almeno ogni 4 anni per gli agenti fisici come rumore e vibrazioni, almeno ogni 3 anni per agenti cancerogeni e biologici.
Entro quanto tempo va aggiornato il DVR dopo un cambiamento?
Entro 30 giorni dall’evento che rende necessaria la rielaborazione. Nel frattempo il datore di lavoro deve dare evidenza immediata dell’aggiornamento delle misure di prevenzione e informare il RLS.
Un'impresa senza dipendenti deve fare il DVR?
Chi lavora da solo, senza lavoratori, non è tenuto al DVR. Attenzione però: per la legge sono lavoratori anche soci lavoratori, tirocinanti e apprendisti. Basta uno di loro perché l’obbligo scatti.
Entro quando deve fare il DVR una nuova impresa?
La valutazione dei rischi va fatta subito; il documento va elaborato entro 90 giorni dall’inizio dell’attività.
Le piccole imprese possono ancora autocertificare la valutazione dei rischi?
No. Dal 2013 l’autocertificazione non è più ammessa. Le imprese fino a 10 lavoratori usano le procedure standardizzate, che richiedono comunque un documento.
Fonti
- D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 (testo vigente su Normattiva): artt. 2, 17, 21, 28, 29, 181, 223, 236 e 271.
- Decreto interministeriale 30 novembre 2012: procedure standardizzate per la valutazione dei rischi.
- INAIL: metodologia per la valutazione e gestione del rischio stress lavoro-correlato.
Questa guida ha scopo informativo e riassume la normativa alla data di aggiornamento. Non sostituisce la consulenza di un tecnico abilitato: prima di applicarla verifica il testo vigente.